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Visualizzazione dei post da agosto, 2004

La Mamy in Papua.

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    “You’ll remember that you have a Mamy also  here”. La Mamy Naky, a Wewak, nella semplice e più economica guesthouse del posto, che prende a cuore quattro stranieri. Quattro che ricorderanno di avere una mamma anche lì, la Mamy dal volto nero e sorridente, con gli occhi luminosi e lucidi mentre stringe tra le mani un pacchetto contenente la gonna che riceve in regalo, la voce tremante mentre chiede perché l’hanno fatto. Perché? Perché è stata premurosa, come lo sono le mamme. Perché le hanno voluto bene dal primo momento in cui l’hanno incontrata. Per dirle grazie. Ed è così che riesci a sentirti a casa tua ovunque, persino nella piccola cittadina a nord della Papua Nuova Guinea, dove una voce o un volto o una stretta di mano o un sorriso ti fanno credere di essere a casa tua anche se nulla ti appartiene. E poi torni da dove eri partito, osservi il planisfero e quasi ti sembra che la terra sia più piccola, gli spazi meno immensi, tutto più facilmente raggiungibile. Ma ...