Capo Verde

 


13 giorni e 3 isole (2009):

  • arrivo a Sal
  • Boavista
  • Santiago
  • Sal

 



Giorno 1

Arriviamo a Sal, dopo uno scalo a Lisbona, all’1.30 del mattino. Senza problemi passiamo il controllo del visto preso in Italia e recuperiamo il bagaglio. Con un taxi andiamo all’albergo Paz e Bem, si trova nel centro di Espargos, vicino all'aeroporto internazionale di Sal; per noi è comodissimo perché domani mattina abbiamo il volo per Boavista alle 10.20.

Giorno 2

                                                                                BOAVISTA

 

Dopo colazione andiamo in aeroporto in taxi, alle 10.40 partiamo per Boavista. Qui scegliamo di stare all’hotel Santa Isabel a Sal Rei, a soli 9 km dall’aeroporto; è centralissimo, affaccia sulla grande piazza della cittadina, è accogliente e pulito.

Dopo esserci sistemati partiamo per un bel giro a piedi, percorriamo la vecchia strada per l’aeroporto e poi, quando incontriamo la ribeira (il letto del fiume, quasi perennemente secco), seguiamo il corso del fiume dirigendoci verso la spiaggia, fino a raggiungere il nuovo villaggione turistico spagnolo, una struttura di 800 posti letto, costruito a pochi metri dalla spiaggia, dall’architettura discutibile.

Da lì ci dirigiamo verso la fabbrica di mattoni, oggi semisepolta dalle mobili dune di sabbia rosa e segnalata dalla presenza di un'alta ciminiera vicino alla quale si trovano palme e tamerici. Infine, passando per i campi e costeggiando la pista di atterraggio dell’aeroporto internazionale, arriviamo al villaggio di Rabil, che nel secolo scorso fu la capitale dell'isola, dove è possibile ammirare la chiesa di São Roque costruita nel 1801 (è la più antica dell'isola); è un posto un po’ sonnolento, ma molto carino per le sue due stradine deserte costeggiate da casettine a un piano con le facciate dai colori sgargianti.

 

Da Rabil riusciamo a trovare un passaggio in macchina per rientrare a Sal Rei.

Prenotiamo il Suzuki per domani, faremo un giro sull’isola.

Andiamo a cena in un ristorantino sulla piazza.

 

Giorno 3

Alle 9.30 ritiriamo il Suzuki e partiamo per il nostro giro dell’isola, ci dirigiamo a sud passando per il centro dell’isola e poi risaliamo percorrendo la costa orientale.

La strada parte da Sal Rei in direzione di Rabil che dista solo nove chilometri, la prima parte è asfaltata, poi c’è un tratto di sanpietrini e infine inizia lo sterrato. Attraversiamo una zona desertica, intorno a noi solo una distesa di arbusti e pochi alberi tutti piegati nella direzione in cui spirano costantemente gli alisei. Il paesaggio è molto bello, intorno è tutto disabitato. Raggiungiamo la costa a sud, ci fermiamo su alcune spiagge, ma è troppo ventoso e fresco per fare il bagno. Passiamo attraverso un piccolissimo villaggio abbandonato di pescatori, costruito vicino a una vecchia salina.

 

 

Percorrendo la costa est arriviamo al piccolissimo villaggio di Cabeço dos Tarafes, da dove partiamo per un’escursione a piedi che, in un’ora di marcia in direzione sud ovest, seguendo il letto di un torrente, ci porta a Olhindo do Mar, un piccolo e caratteristico laghetto di acqua dolce. La sua profondità, mai misurata, ha dato origine a tante leggende. Il fatto che non sia mai secco ne ha alimentato altre. Molto più scientificamente, si tratta di un collettore d’acqua che non essendo molto esposto ai raggi solari può mantenersi perenne.
Da Cabeço dos Tarafes una pista verso est porta, in circa 5 chilometri, al faro di Morro Negro. Si tratta di un luogo surreale. È il punto di Capo Verde più vicino al continente africano. Il panorama è mozzafiato, c’è però un vento fortissimo.

 


Arriviamo in tempo per andare a vedere anche il deserto di Viano, situato a qualche chilometro da Rabil e caratterizzato da dune di sabbia bianchissima e fine e da una verdissima oasi con palme da cocco e da dattero. 

 


E, infine, il villaggio di Baixo. Alle 18.00 siamo in hotel, ci facciamo una doccia e poi, approfittando della macchina, andiamo a cena a Rabil al SODADE DI NHA TERRA, un ottimo ristorante.

Abbiamo percorso circa 156 km in 9 ore di viaggio.

 

Giorno 4

Tempo nuvoloso. Arriviamo a piedi alla chiesa di Nostra Signora di Fatima, che si trova dietro al Marine Club a 10 minuti di cammino da Sal Rei.  

 

La vista è stupenda. Vorremmo proseguire a piedi per raggiungere la spiaggia con il relitto, ma ci hanno detto che di recente dei turisti sono stati derubati in quella zona perché è molto isolata, così rinunciamo e torniamo verso Sal Rei.

Pranziamo al chioschetto sulla piazza, c’è una piacevole aria di relax.

Ceniamo al chiosco vicino al porto, un ristorantino ricavato da un container, si mangia molto bene e si spende pochissimo.

 

Giorno 5

Oggi tempo bellissimo. Girovaghiamo a piedi nei dintorni.

Pranziamo al container-ristorante. Alle 14.30 noleggiamo il quad, purtroppo siamo sfortunati perché buchiamo una gomma e quindi siamo costretti ad anticipare il rientro. Riusciamo comunque a raggiungere una delle più belle spiagge di Capo Verde: Praia Curralinho (ribattezzata S. Monica in onore della famosa spiaggia californiana).

 


Giorno 6

L’aereo per Prahia fa scalo a Sal. Partiamo alle 10.20, arriviamo a Sal in 15 min. e dobbiamo aspettare le 17.00 per il volo successivo, così ci accordiamo con un tassista per farci portare a Pedra de Lume, le saline.

 





Pedra de Lume si trova a sei chilometri da Espargos, ci sono le antiche saline. Sono state definitivamente abbandonate nei primi anni ’80. oggi sono proprietà di un italiano e occorre anche pagare un biglietto di ingresso per visitarle.

All’arrivo ci si ritrova davanti una bianca chiesetta e una surreale cabina telefonica.

 


C'è un’atmosfera da old america con capanni in legno abbandonati da tempo, montagnole di sale e laghetti variopinti (secondo la salinità dell’acqua) che vanno dal bianco, al rosa, all’azzurro e al violetto. Nelle pozze ci si può bagnare, ma oggi fa freddo e non c’è il sole a scaldare l’aria. Al di là della curiosità, si dice che quest’acqua abbia proprietà terapeutiche.

È, soprattutto, l’ampiezza del cratere che impressiona, circondato com’è da pareti scoscese.
L’imprenditore italiano che ha acquistato il luogo pare abbia l’intento di rilanciarlo turisticamente facendone uno stabilimento per la talassoretapia. Naturalmente ci siamo chiesti perché non l’abbia fatto il governo capoverdiano.

Pranziamo nel ristorante Cadamosto sulla spiaggia, molto bello; un gruppo di ragazzini molto carini ci tiene compagnia.

Alle 15.30 arriva puntuale il taxi.

L’aereo parte in ritardo, arriviamo a Prahia alle 20.00. In aeroporto conosciamo Elena, una ragazza di Torino che raggiunge il padre che vive a Fogo, lavora per un’organizzazione umanitaria.

Con un taxi contattato da Elena raggiungiamo il centro di Prahia, cerchiamo l’alberghetto di Lidia e abbiamo la grande fortuna di trovare proprio lei fuori dalla porta. Si racconta che è quasi introvabile. Normalmente la porta d’ingresso è chiusa e il citofono non funziona.

Ci sistemiamo nella stanza e andiamo a cena in un localino che ha i tavoli all’aperto su una piazzetta della città.

 

Giorno 7

Dopo un’ottima colazione da Lidia andiamo in cerca di un’agenzia di noleggio auto.

Andiamo a fare un po’ di spesa, giriamo per la cittadina ed entriamo nel mercato locale. Ci sono pochi turisti in giro. Verso le 13.00 ci incamminiamo verso Sucupira, un mercato molto esteso e soprattutto molto animato che però manca della varietà merci caratteristica dei mercati africani. I prezzi sono difficilmente contrattabili, è come se si trattasse di un mercato africano inquinato da costumi, usanze e assenza di fantasia tipicamente europee. E’ anche chiamato il mercato dei bidoni perché qui la gente viene a vendere le cose che i loro familiari gli hanno spedito dall’estero, mettendole appunto nei bidoni.


 

Dal mercato prendiamo un minibus (aluguer) diretto a Cidade Velha (12 km da Praia) che raggiungiamo in 10 minuti. Cidade Velha è la prima capitale portoghese in Africa. E’ davanti a questa baia che intorno al 1460 un Italiano, al servizio della Corona portoghese, (Antonio da Noli) e un Portoghese (Diogo Gomes) gettarono le ancore dando inizio alla scoperta e al popolamento delle isole di Capo Verde.


Il villaggio è bellissimo, facciamo un giro e poi, chiedendo in giro, troviamo il ristorante Kusa di Kása, di Alberto e Anna: completamente gestito da quattro ragazze capoverdiane con l'aiuto, ormai più che saltuario, di Anna e Alberto, due italiani che vivono a Capo Verde; preparano cibi che accostano i piatti tradizionali capoverdiani a quelli della più classica cucina italiana.

Facciamo la conoscenza di Alberto, Anna è in Italia in questi giorni, e scopriamo subito che è un uomo molto interessante e simpatico, una compagnia davvero piacevole. Decidiamo di fermarci a cena.

Dopo una piacevole chiacchierata con lui ce ne andiamo a fare una bella camminata fino su al forte.

La cena a Kusa di Kása è ottima, la compagnia molto piacevole. Verso le 22.00 Alberto ci chiama un taxi e rientriamo in albergo. Alla mezzanotte del 31 di dicembre 2008 siamo già al letto. Ci sono un po’ di fuochi nei dintorni, ma niente di grosso.

 

Giorno 8

Alle 9.15 siamo già pronti per il nostro giro di due giorni, ritiriamo la macchina e partiamo seguendo il percorso indicato da Alberto.

Praia dista da Taraffal 65 km, ma la strada è asfaltata solo nel tratto Praia - Assomada. Per il rimanente è solo “calzetada” (una sorta di pavé molto irregolare).

Partiamo quindi da Praia in direzione nord, le tappe che facciamo sono:

 

-     Sao Domingos (km. 15)

-  Rui Vaz. Appena all’uscita di Sao Domingos troviamo, sulla sinistra, la deviazione per Rui Vaz. Continuando a salire arriviamo a Rui Vaz e proseguiamo sino alla cima della montagna (Monte Tchota 1060m) occupata da antenne e ripetitori TV protetti dall’esercito. L’ingresso è aperto, c’è un militare di guardia che ci fa passare senza problemi. Da lì si può vedere il bellissimo panorama della valle e del Pico de Antonia (m. 1392);

-   ritornati sulla strada principale, passiamo per Picos (km. 34). C’è un’enorme roccia e la sua magnifica chiesa bianca. La via principale, che porta alla chiesa, è contornata da piccole case colorate;

-   proseguendo si raggiunge Assomada (km. 38,5), capoluogo in rapida espansione del distretto di S. Caterina. Qui c’è il mercato più caratteristico di Capo Verde, con bancarelle anche all’aperto, che però si svolge nei giorni di mercoledì e sabato, noi purtroppo ci siamo arrivati di giovedì. La cittadina è tutt’altro che bella;

-  ad Assomada ci facciamo indicare la strada per raggiungere, in circa 16 chilometri, Porto Rincao, un poverissimo villaggio con una magnifica baia e una lunga spiaggia di sassi e sabbia nera. Durante la strada incontriamo una ragazzina che con il suo cestone di panni lavati ci chiede un passaggio e noi la facciamo salire in macchina;

-   la strada inizia a salire verso Serra Malagueta (1016 m). In cima, la strada è come sospesa tra due vallate, alla sommità della Ribeira Principal;

-    la strada ridiscende verso la baia di Taraffal.

 

Arriviamo a Tarrafal alle 15.30. Quello che era un piccolo porto di pesca è diventato, in pochi anni, l’unica vera spiaggia turistica di Santiago. Nei giorni di festa è spesso invasa dalle famiglie capoverdiane, ma durante la settimana questa spiaggia bellissima è tutta da godere.
Giriamo un po’ in cerca di un alberghetto economico, ma sembra che quelli a buon mercato siano tutti pieni. Jules, il gestore dell’albergo che affaccia sul mare, ci porta in giro a cercare una stanza, quando constatiamo che sono tutti pieni e che restano liberi solo quelli più cari, ci propone di fermarci nel suo albergo e di dormire nella sua stanza da letto che, se accettiamo, farà pulire in meno di un’ora. Accettiamo, ci colpisce molto la sua disponibilità.

Mentre lui fa pulite la stanza, noi andiamo in spiaggia.

Andiamo a cena in un ristorantino molto carino e mangiamo molto bene.

 

Giorno 9

Facciamo colazione sulla terrazza dell’hotel e alle 10.30 siamo pronti per partire. Purtroppo il tempo è molto nuvoloso fino all’ora di pranzo. La strada costiera che percorriamo è molto bella.

Per l’ora di pranzo arriviamo alla spiaggia nera dalla quale raggiungiamo il relitto in circa 40 min. di cammino. Il paesaggio è meraviglioso.

Alle 16.00 siamo di nuovo a Prahia e riprendiamo la nostra stanza da Lidia.

250 km in 2 giorni

Approfittiamo della macchina e andiamo a cena da Alberto.

 

Giorno 10

Alle 9.00 riconsegniamo le chiavi della macchina. Facciamo un giro nella cittadina poi andiamo a riprenderci il bus per Cidade Velha, seguiamo le indicazioni di Alberto per andare a vedere il baobab gigantesco. Ci facciamo portare dall’aluguer fino a Salineiro, da qui ci facciamo indicare il sentiero che scende ad Aguas Verdes.
Il sentiero scosceso scende direttamente nella ribeira (il fiume) in secca. Incontriamo tantissime ragazze e bambini che salgono e scendono dalla valle con grossi e piccoli contenitori di acqua. Le ragazze li portano in perfetto equilibrio sulla testa, i bambini trasportano invece bottiglie e bottiglioni con i tappi.

 
 

Arriviamo fin dove vanno a prendere l’acqua e dove fanno il bucato, ci fermiamo anche a giocare per un po’ con un gruppo di bambini. Durante il percorso incontriamo le coltivazioni di canna da zucchero e piccole distillerie di grogue (distillato di canna da zucchero).


Finalmente, a circa metà strada, incontriamo i due bao-bab (in kriolu = kalbisera) di dimensioni gigantesche. Poi continuiamo il nostro percorso fino ad arrivare sulla piazzetta di Cidade Velha.

 



Giorno 11

Facciamo colazione con calma e poi ci dirigiamo verso la spiaggia di Prahia. Oggi è domenica, la spiaggia è piena di capoverdiani che fanno il bagno e portano i bambini al mare. L’acqua del mare è trasparente, c’è il sole, fa molto caldo e finalmente riusciamo a fare un bagno.

Alle 14.00 siamo di nuovo in albergo, Lidia ci ha fatto lasciare i nostri bagagli nella stanza senza problemi di orari.

Facciamo una doccia e ci dirigiamo verso l’aeroporto, abbiamo il volo alle 18.00 per Sal.

 

Giorno 12

Dopo colazione andiamo a Santa Maria. La strada che da Espargos a S.Maria (200 cve in aluguer) è lunga 18 chilometri e attraversa l’isola sino all’estremo sud. Il paesaggio è sterile e solo ogni tanto si intravede il mare sulla destra.
S.Maria è il più vecchio villaggio di Sal, fondato nei primi anni dell' ‘800.
La cittadina è minuscola, graziosa ed è agevole visitarla a piedi, percorrendo le vie parallele e perpendicolari al mare. E molto molto turistica, una distesa di alberghi e villaggi paralleli alla costa.
Gli alberghi e i villaggi ormai la circondano e si espandono a occupare il litorale ai due lati. Bar, ristoranti, gelaterie, locali notturni e pizzerie hanno invaso, invece, il centro abitato. Simpatici ma molto insistenti venditori ambulanti (senegalesi, guineensi, capoverdiani) cercano di promuovere i loro souvenirs. Il mare è splendido.


 Pranziamo in un bellissimo ristorante sulla piazza.

 

Giorno 13

Viaggio di rientro.

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