“Mafik kalam”.
Lo Yemen è stato un dono: un posto nuovo, bello, affascinante, ricco di sapori e odori e suoni e colori e ….
Ogni
mattina ci si sveglia presto per non perdere nulla, perché le luci
cambiano e le persone che si incontrano in giro sono diverse e perché
semplicemente si ha voglia di prendere il più possibile dal meraviglioso
Yemen, fissare nella mente immagini dietro immagini e memorizzarle per
custodirle.
Anche in Yemen i bimbi ti assediano, ti rincorrono, spuntano fuori a decine e decine in pochi minuti, e chiedono “Sura?” oppure “Kalam?” qualcuno anche “Money?”, ma lo fanno una, due volte e basta rispondergli “Mafik kalam” per farli smettere e resta però la loro curiosità di conoscerti, di scambiare qualcosa con te, e allora basta una palla e si inizia a giocare, a calcio o pallavvolo, non importa, purché si giochi insieme. E si parte in due, poi in tre, quattro, cinque, fino a formare grandi cerchi e andresti avanti per ore perché ti dispiace lasciarli, perché ti diverti, perché loro sono stupendi.
Il giro nel nord del Paese ci ha fatto attraversare luoghi che incantano e portano indietro nel tempo. Il deserto piatto ci ha affascinato e ci ha regalato un senso di libertà grandioso. L’oceano e le incontaminate spiagge bianche ci hanno fatto sudare per il caldo afoso e umido, ma ci hanno regalato tanto relax. Gli uomini yemeniti hanno gratificato ognuna di noi donne, facendoci sentire belle sempre. Le donne yemenite vivono una condizione non facile, ma quando hanno potuto, ci hanno regalato grandi sorrisi. I kalashnikof in spalla ai militari, a volte poco più che bambini, ci hanno messo inizialmente un po’ di ansia. La pistola di Maher infilata nei pantaloni ci lasciava increduli. La sporcizia del Paese ci ha fatto rabbia.
Nello Yemen i colori più belli sono quelli dei negozi di stoffe per abiti da donna; l’odore più buono è quello delle collane di gelsomino bianco che Maher appendeva ogni mattina allo specchietto della jeep; il sapore più forte è quello della zuppa di fagioli e cipolla a colazione ad Al Hajjara; la notte più bella è quella nel deserto; la miglior colazione quella di pesce arrosto alle 8.30 del mattino sulla spiaggia di Bir Alì; il cibo più consumato il pane.

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