Cuba
con 2 bambini di 7 e 8 anni - giugno
Giorno 1
Volo Roma-Parigi alle 12:20. Volo per l’Havana in orario.
Formalità per il visto veloci, lunga attesa del bagaglio con anche la preoccupazione che non fosse arrivato. Altra lunghissima fila per uscire dalla sala di ritiro dei bagagli. Fuori ci attende Frank, taxi prenotato dall’Italia che ci porta a Casa Miguelito.
Il tempo di sistemare alcune cose e crolliamo per la stanchezza, qui è mezzanotte, per noi sono le 4 del mattino.
Giorno 2
Svegli prestissimo, colpa del fuso. Facciamo colazione in casa, ma non è molto buona. La stanza è comoda e pulita, si trova al secondo piano e affaccia su un cortile interno, ma la casa non ci piace molto. La posizione è buona, si arriva in centro in pochi minuti a piedi.
Visita de l’Havana Vieja. Le vie che si avvicinano al centro sono molto sporche, appena si raggiungono le strade più centrali, tutto è pulito, curato e ben tenuto. Ci ripetono più volte che la città è tranquilla, ma di fare attenzione agli scippatori. E’ molta la gente che chiede l’elemosina. Fa molto caldo.
Le vecchie Chevrolet restaurate parcheggiate in Parque Central sono splendide.
Abbiamo
visto gente usare i telefoni pubblici, per noi ormai è qualcosa che appartiene a un passato molto lontano.
Alle 15 rientriamo alla casa con un coco taxi, fa tanto caldo.
Verso le 17:30 usciamo, andiamo a fare un giro in un piccolo mercato coperto: pochissimi generi di frutta e verdura esposta. Prezzi in cuc e cup (moneta locale), naturalmente a noi chiedono cuc e a volte provano a imbrogliare dicendo la stesa cifra in cup trasformata in cuc, quando in realtà con 1 cuc acquisti ben 24 cup. I mercadido, ovvero i negozietti che fanno da supermercato, sono pochissimi, hanno poca merce ed è tutta esposta alle spalle del banco dove si trova il venditore, quindi manca il concetto degli scaffali tra i quali ti muovi e prendi autonomamente quello che ti occorre.
Passeggiamo in giro per la città, chiediamo dove si trova il luogo più vicino con il wifi etecsa (utilizzabile acquistando le schede a tempo, 1 cuc corrisponde a 1 ora di traffico) e quando lo raggiungiamo, lo riconosciamo a occhio: decine e decine di persone sedute sulle panchine o a terra che usano il cellulare. Proviamo anche noi, è molto lento, ma funziona.
Ceniamo in un ristorantino sulla piazza del wifi.
Giorno 3
Usciamo per le 8:00. Il mercadido vicino alla casa è ancora chiuso. Camminiamo fino alla chiesa di San Francisco e da lì, in cerca di un cafè dove fare colazione, arriviamo in un posto molto carino, il ristorante di un bell’albergo. Mangiamo molto bene e spendiamo poco più di quanto ci chiede il ragazzo della casa in cui alloggiamo.
Dopo colazione raggiungiamo il terminal dei traghetti e prendiamo la barca per Casablanca, dall’altro lato della baia.
C’è un piccolo molo dove arrivano i traghetti e da qui, a piedi, camminiamo fin sotto la statua del Cristo. Il panorama sull’Havana è bellissimo.
Sempre a piedi, raggiungiamo la Fortaleza de San Carlo de la Cabana.
La camminata è lunga e faticosa perché quasi tutta sotto il sole, comunque, con fatica e qualche capriccio, ce la facciamo. Girovaghiamo un po’ all’interno della fortezza, la vista da qui è splendida.
Torniamo a piedi al molo. Riprendiamo la barca, all’andata avevamo pagato 3 cuc in totale, ora ne paghiamo 0,50, la guida diceva che costava 0,10 a persona. Mah!
Tornati all’Havana vieja, ci fermiamo in un bar a bere una cosa fresca e a riposarci un po’.
Visitiamo la Cattedrale Ortodossa: niente di particolarmente interessante.
Poi visita al museo del rum: molto interessante.
Vicino a Plaza de Armas andiamo a vedere il murales.
Giorno 4
Sveglia presto. Colazione 7:30 qui alla casa, poi taxi (il figlio del proprietario della casa) per la stazione dei bus Viazul. Appena scendiamo dal taxi veniamo raggiunti da quelli che credo siano degli intermediari dei taxi collettivi, contrattiamo sul prezzo e dopo 10 minuti siamo pronti a partire per Cienfuegos (3 ore di viaggio). Arriviamo intorno alle 11:30, ci facciamo portare a una casa particular che abbiamo visto su booking, semplice, carina, vicina al centro e gestita da una signora molto accogliente.
Visitiamo il centro di Cienfuegos, una cittadina molto carina, pulita, ordinata.
Sulla piazza centrale c’è il wifi, approfittiamo per chiamare casa. E’ davvero molto caldo.
Saliamo su una splendida torre da cui si ammira un panorama meraviglioso.
Visitiamo l’antichissimo teatro Tomas Terry, sulla piazza del Pueblo Nuevo, splendido.
Passeggiando, raggiungiamo il mare e facciamo una pausa in un localino con tavoli all’aperto vicino a un pontile sul mare.
Nel tardo pomeriggio facciamo una lunghissima passeggiata sul lungo mare fino ad arrivare allo splendido Palacio Del Valle.
Rientriamo in bici taxi, è ormai buio.
Giorno 5
Sveglia presto, alle 7:00 siamo già pronti. La signora ci sorprende con una colazione stupenda: ricca, molto varia e soprattutto ottima. Alle 7:30 usciamo, ci avviamo a piedi al molo per prendere la barca che ci porterà al Castello di Jaguas, troviamo un taxi solo quando ormai ci manca poco, che tra l’altro sbaglia anche strada. Arriviamo in tempo per comprimerci su questa barca, strapiena, perché essendo sabato porta tutte le famiglie al mare, organizzate con borse per il pranzo, teli e quant’altro.
Scendiamo a un piccolo molo che dista 5 minuti dall’ingresso al Catello. Visitiamo il Catello, piccolo, ma in una splendida posizione, affacciato sul mare con una vista bellissima.
Per il rientro prendiamo prima una piccola barca che ci porta dall’altro lato del piccolo golfo e poi un bus dei locali che è praticamente un camion con le panche sui due lati del fianchi.
Il bus impiega circa 45 minuti per tornare a Cienfuegos, carica alcuni pescatori e qualche persona con i sacchi dei mango che va probabilmente a venderli in città.
Torniamo alla casa, ci sistemiamo i bagagli e con un cocotaxi raggiungiamo la stazione Viazul. Troviamo subito un taxi collettivo per Trinidad e in meno di un’ora e mezza siamo lì.
Ci facciamo lasciare all’indirizzo della casa particular che ci ha dato la signora di Cienfuegos, ma non risponde nessuno al campanello. A piedi ci dirigiamo verso una casa indicata dalla guida e siamo fortunati, perché troviamo posto in questa splendida casa particular, con un bellissimo giardino interno e una padrona accogliente e molto disponibile.
Il caldo è sempre opprimente.
Ci riposiamo un po’, la proprietaria ci offre un ottimo succo di frutta fresco di ananas. I succhi che beviamo qui sono buonissimi, si tratta sempre di frutta fresca frullata, probabilmente con aggiunta di ghiaccio, ma abbiamo capito che il ghiaccio viene fatto con acqua filtrata, quindi non dobbiamo preoccuparci.
Con calma usciamo e iniziamo il nostro giro per Trinidad, una cittadina molto particolare, davvero bella. Le strade sono di ciottoli, verso il centro è pieno di botteghe con oggetti artigianali e anche di piccoli mercatini in strada.
Si incontrano persone a cavallo e vecchie auto americane splendide, sembra di essere in un vecchio film.
Entriamo nel museo con la torre, non tanto per il museo, quanto per la salita verso la cima e poi il panorama sui tetti della città.
Ci sorprende un acquazzone fortissimo. Siamo costretti a rimanere fermi davanti all’entrata di un supermercato per circa mezz’ora; la strada acciottolata diventa un piccolo fiume che trascina giù acqua, fango e tutta la sporcizia che trova. Appena l’intensità diminuisce, ci incamminiamo verso la casa, per fortuna che siamo in ciabatte, perché ci tocca per forza attraversare il fiume nella strada.
Andiamo a cena a La Redacion, un ristorante consigliato sulla guida che si trova sulla via centrale.
Giorno 6
Sveglia alle 7:00. Colazione fantastica nel giardino della casa.
Alle 8:45 siamo alla fermata del Trinibus diretto a Playa Ancon, il nostro primo giorno di mare a Cuba. Il bus arriva anche con qualche minuto di anticipo; in circa mezz’ora siamo alla spiaggia.
Posto molto bello, mare cristallino, spiaggia bianca e lunghissima, peccato per le meduse. Come Emiliano entra in acqua, viene toccato da una di queste ed è tragedia. Risolviamo con dell’aceto, il bruciore passa, ma ovviamente non vuole più entrare in acqua. Anche Riccardo viene toccato, per fortuna di striscio su un piede, per lui ci danno un po’ di rum da metterci sopra.
Alle 15:30 riprendiamo il Trinibus per rientrare a Trinidad.
A Trinidad ci viene in mente di provare a chiedere all’agenzia Cubatour per prenotare i 3 giorni per Cayo Guillelmo ed è stata un’ottima idea perché i prezzi sono più bassi rispetto a quelli visti sui siti internet e perché ci è stato detto che arrivando lì senza prenotazione ti chiedono la tariffa più alta che hanno.
Rientriamo alla casa in tempo per non prenderci l’acquazzone anche oggi. Chiedo alla proprietaria se conosce un taxi che ci possa portare a Cayo Guillelmo. La signora di Cubatour ci dice che da lei il prezzo è 130 euro, alla fine ce ne trova uno che ci porta per 90.
Riccardo vuole seguire le partite dei mondiali di calcio, così ovunque andiamo trova il modo per chiedere di vederle, se necessario, fa anche cambiare canale. Come ha fatto nel piccolo ristorantino dove siamo andati a cena stasera.
Giorno 7
Colazione 7:45. Taxi puntuale alle 8:30. A Moron cambiamo taxi perché sui cayo possono entrare solo quelli autorizzati. Per arrivare sui cayo percorriamo una strada costruita sul mare ed è uno spettacolo incredibile e al tempo stesso meraviglioso. Una strada costruita negli anni 80, in circa 10 anni di lavoro, voluta da Fidel per fare in modo che su queste splendide isole si sviluppasse il turismo.
Alle
13:00 siamo in hotel. Il resort è molto bello, i bambini impazziscono per la
piscina e non vedono l’ora di essere in costume per tuffarsi.
Pranziamo nella sala ristorante self service e poi andiamo a sistemarci in camera.
Passiamo il resto della giornata in piscina, facciamo un salto alla spiaggia bellissima, ma naturalmente i bambini preferiscono la piscina. Dopo la doccia facciamo una passeggiata sulla spiaggia fino a un piccolo pontile sul mare.
Cena e poi spettacolo.
E’ un po’ triste pensare a tutta la ricchezza che gira in questo resort rapportata alle condizioni difficili di tutti i cubani che ci lavorano che sono costretti, per lo stipendio statale, ad affrontare ogni giorno 2 ore di viaggio all’andata e due al ritorno perché sull’isola non ci sono abitazioni per i cubani. Pare che il motivo sia la mancanza d’acqua. L’acqua che occorre per i resort arriva dalla terraferma attraverso le condotte che passano sulla strada sul mare. Costruire dei villaggi per i locali richiederemo un maggiore approvvigionamento di acqua e quindi meglio farli viaggiare avanti e indietro.
Giorno 8
Cielo coperto, vento forte, sembra l’inizio di una brutta giornata.
Andiamo a fare colazione e poi il cielo si pulisce di tutte le nuvole e alla fine abbiamo avuto la giornata più bella da quando siamo a Cuba.
A parte mezz’ora in spiaggia prima di pranzo, passiamo l’intera giornata in piscina. Riccardo ed Emiliano escono dall’acqua solo per il pranzo. A fine giornata, nonostante la crema solare messa più volte, sono cotti dal sole e hanno le piante dei piedi irritate per quanto sono stati a camminare sul pavimento della piscina.
Prima di cena proviamo a fare una passeggiata sulla spiaggia, ma hanno dolore ai piedi.
Giorno 9
Stamattina andiamo a Playa Pilar, 8 km dal nostro resort. Mare meraviglioso, spiaggia piccola e molto affollata.
Riccardo ed Emiliano hanno male sotto le piante dei piedi, per la troppa piscina di ieri, un’irritazione nell’interno coscia e hanno le spalle bruciate dal sole. Oggi li lascio tutto il giorno con la maglietta addosso.
Prima di cena torniamo al piccolo pontile sulla spiaggia e ci godiamo il tramonto da lì.
Abbiamo trovato il taxi per Varadero grazie all’aiuto di un signore della reception.
Giorno 10
Ultima mezza giornata qui. Facciamo un salto anche in spiaggia, è bellissima, semideserta, tanto verde alle spalle. Un posto davvero da sogno. L’acqua del mare è quasi sempre caldissima.
Alle 12 lasciamo la camera, ci rilassiamo al bar, alle 13 andiamo a pranzo e alle 13:30 puntuale ci aspetta il taxi che ci porta a Moron dove c’è il cambio e ritroviamo il tassista dell’andata.
Viaggio lunghissimo, arriviamo a Varadero alle 19:45 e ci facciamo portare da Beny’s, casa particular trovata sulla guida. Degli ospiti sono in ritardo, il proprietario ci sta per dare la loro camera, quando questi arrivano. Pazienza, ci manda da un’altra parte, forse è andata anche meglio perché questa casa si trova a pochi passi dalla piaggia.
Giorno 11
Sveglia con calma. Ottima colazione, anche se più modesta rispetto a quelle delle ultime case particular. Spiaggia a 100 metri. Mare meraviglioso, spiaggia bianchissima a perdita d’occhio, poca gente, acqua cristallina e tanto verde alle nostre spalle.
Qui dove siamo noi non ci sono molte strutture alberghiere visibili dalla spiaggia.
Incontro un simpatico signore italiano che viaggia da solo e mi racconta la sua storia.
Alle 14:30 puntuale arriva un taxi che ci porterà a l’Havana, prenotato tramite il b&b stamattina.
Alle 17:00 siamo all’Havana, decidiamo di andare a dormire nella zona dell’Havana Nuova. La casa scelta è piena, il proprietario ci manda da un’amica poco distante. La casa non è male, la proprietaria è molto gentile e accogliente.
La zona è pazzesca: sembra reduce di un recente bombardamento. Le case sono in gran parte rovinate, alcune sembrano pericolanti.
Ci sistemiamo e usciamo a piedi, passeggiamo sul Malecon in direzione della piazza del Capitolio.
La zona pedonale è piena di bambini che giocano con skate e pattini e di coppie di uomini seduti sui muretti a giocare a scacchi, con tanto di contatore per il tempo.
Ceniamo in un ristorante statale, più caro di altri posti dove siamo stati, e cena modesta.
Passeggiamo fino al parco de la Fraternidad e rientriamo con un coco taxi.
Nelle chiacchiere fatte qua e là, scopriamo che lo stipendio delle persone varia tra i 15 e i 25 cuc al mese. I medici ne prendono 40.
La carne di mucca è molto rara da trovare perché per macellare una mucca occorre avere l’autorizzazione dello stato e una parte va allo stato. La carne che si trova di solito è di pollo e maiale.
Giorno 12
Colazione alle 8:00. Taxi per stazione Viazul 8:30, finalmente ci capita una vecchia auto americana bellissima. Alla stazione arriva il solito procacciatore, ma questa volta siamo un po’ sfortunati. Il tipo non ha un’auto pronta, ci dice che sta arrivando, ma di fatto passa circa un’ora e l’auto non si vede. Mi arrabbio perché continua a dire 5-10 minuti, vado da altri tassisti, ma si fanno cenno tra loro: ormai sono una cliente sua, gli altri non hanno auto per me.
Dopo ripetuti richiami vedo che ferma un’auto qualunque, contratta con lui la parcella, si fa pagare la sua parte e ci fa salire. Siamo contenti perché siamo su una bellissima auto americana degli anni 60. Questo rimarrà il nostro taxi fino alla fine della vacanza, un ragazzo simpatico, gentile e dal viso pulito.
Dopo circa 2 ore e mezza siamo a Vinales, il tassista si ferma in un posto dove c’è un punto panoramico bellissimo, una terrazza che affaccia sui mogotes di questa bellissima parte del paese.
La cittadina ci piace moltissimo. Ci facciamo portare presso una casa di cui avevo preso l’indirizzo su internet, ma non ci piace e così optiamo per una indicata sulla guida. Presso questa casa ci sono lavori di riverniciatura in corso, ma la proprietaria ci dice che può darci una camera a un prezzo conveniente. Accettiamo, la casa è sulla via parallela a quella principale e ha un bellissimo terrazzo con la facciata stile coloniale.
Paghiamo il tassista e ci accordiamo con lui per il viaggio di ritorno all’Havana.
Andiamo a pranzo e intorno alle 14:30 siamo pronti per la passeggiata a cavallo organizzata tramite la proprietaria di casa. Vengono a prenderci in taxi e raggiungiamo il punto in cui ci sono i cavalli. I cavalli di Riccardo ed Emiliano sono legati tra loro e il ragazzo che ci accompagna si alterna sul cavallo prima di uno poi dell’altro. All’inizio Emiliano è contrariato e un po’ impaurito, poi prende confidenza e vorrebbe andare da solo.
La passeggiata è stata piacevole, forse sarebbe stato bello restare più a lungo. Rientriamo con un carretto.
Ceniamo in un ristorante sulla strada principale.
C’è una fesa in paese, sul grande schermo la Pausini canta con un gruppo spagnolo.
Giorno 13
Ottima colazione alla casa. L’idea era di andare al mare, ma poi decidiamo di rimandare a domani per avere oggi il tempo di cercarci un taxi che ci porti lì e partire più presto. Facciamo una passeggiata in paese, è molto carico, tutte casette a un piano, colorate e ben tenute. Praticamente quasi ogni casa è una casa particular. Contrattiamo con un tassista per farci portare alla Cueva di Santo Thomas e partiamo alle 11:30. La visita nella Cueva ci è piaciuta molto, Riccardo ed Emiliano si sono divertiti tantissimo. Il paesaggio che si vede dall’alto della collina, dove si trova l’ingresso alla Cueva, è bellissimo.
Al rientro passiamo davanti al murales che guardiamo da lontano.
Nel pomeriggio andiamo a visitare il giardino botanico.
Incontriamo una coppia di italiani con un bimbo di 5 anni e passiamo un po’ di tempo insieme.
Giorno 14
Colazione presto. Alle 9:00 arriva il taxi che ci porta a Cayo Jutias; è una jeep con due panche dietro, siamo noi, una coppia di ragazzi francesi e una coppia di signori di Bergamo. Due ore per raggiungerla.
Cayo Jutias è bellissima, mare cristallino e solita spiaggia bianca e incontriamo gli italiani di ieri, Emiliano è contento perché ha un amichetto con cui giocare.
Alle 16:00 si riparte, alle 18:00 siamo a Vinales.
Giorno 15
Colazione con calma, sistemiamo i bagagli e andiamo in paese. Visitiamo il piccolo Museo Adela Azcuy, acquistiamo il rum. Facciamo una passeggiata verso i mogotes, le casettine sono bellissime, alcune hanno dei giardinetti curatissimi e sono davvero tutte ben tenute.
Pranziamo e alle 14.30 arriva puntuale il nostro taxi che ci riporterà all’Havana.
Intorno alle 17:00 siamo alla casa che avevamo scelto, ma non ha posto. Finiamo col seguire un ragazzo che ci indica una casa particular su una stradina che inizia da Plaza Vieja, purtroppo però è una pessima celta: è centrale, è economica e ce la lascia usare fino a domani pomeriggio, ma ha solo una finestra che affaccia sulle scale interne del palazzo e il bagno è fuori ed è sporco.
Giorno 16
Usciamo e facciamo colazione nel ristorante dove siamo stati a cena. Girovaghiamo per la città. Acquistiamo i sigari e altro. Visitiamo la chiesa di San Francisco. Riccardo si ferma a giocare a pallone sulla Plaza Vieja. Incontriamo un bambino italo cubano con cui si mettono a giocare.
Alle 19:30 ci aspetta il nostro taxi per l’aeroporto.
Giorno 17
Arrivo a Roma alle 17:00

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