Itinerario di 15 giorni in Sri Lanka.
con 2 bimbi di 5 e 6 anni - giugno
ITINERARIO
- Colombo-Kandy
- Kandy-Dambulla-Sigiriya
- Sigiriya-Polonnaruwa
- Polonnaruwa-Arunadhapura
- Arunadhapura-Trincomalee-Nilaveli
- Nilaveli-Kandy
- Kandy-Ella
- Ella-Tangalla
- Tangalla-Galle
- Galle-Colombo
Lo Sri Lanka è un paese incantevole, appena usciti dall’aeroporto mi colpisce l’esplosione del verde che vuole trovare spazio ovunque. La popolazione è ospitale, cordiale e profondamente religiosa.
Lo Sri Lanka è buddista, ma anche induista, musulmano, cristiano, animista. E’ cingalese, ma anche tamil, arabo, malese, occidentale.
I paesaggi variano molto: le città antiche, le immense piantagioni di tè, le tristi storie dei raccoglitori che lavorano giorni interi per pochi soldi; la splendida costa, l’oceano immenso.
Giorno 1
Volo per Colombo.
Giorno 2
Arriviamo a Colombo puntuali alle 4:50 del mattino. In poco tempo passiamo il controllo dei passaporti, il visto lo avevo richiesto on line in Italia. Aspettiamo un po’ per il bagaglio, fortunatamente arriva.
Cambiamo i soldi e usciamo; ci aspetta Raja, come concordato con il gestore dell’hotel GREEN WOODS di Kandy. Siamo tutti e 4 molto stanchi. All’uscita dall’aeroporto ci accoglie in caldo umido di Colombo che già alle 6 del mattino è difficile da sopportare. Arriviamo al GREEN WOODS di Kandy alle 9:30. Non possiamo far altro che buttarci sui letti a dormire.
Ci svegliamo intorno alle 12:30, facciamo una doccia e decidiamo di andare a piedi fino al lago, distante più o meno un quarto d’ora. E’ troppo presto per entrare a visitare il Tempio del sacro dente, quindi facciamo una passeggiata lungo il lago e dopo una breve sosta per mangiare e bere qualcosa, decidiamo di andare a visitare il giardino botanico facendoci portare da un tuk tuk.
Il giardino botanico di Peradeniya dista 6km da Kandy, è considerato uno dei 5 più bei giardini botanici del mondo. Il parco è pulitissimo. Uno dei vanti è la serra delle orchidee dove crescono le specie più rare e più belle . Poi il giardino delle spezie e delle piante medicinali.
Dopo la visita del giardino con un tuk tuk andiamo al KANDY LAKE CLUB (a pochi metri dal Green Woods) per assistere allo spettacolo di danze cingalesi: molto bello.
Finito lo spettacolo ce ne torniamo in hotel, ci rilassiamo un po’ prima dell’ottima cena preparata dalla simpatica signora che lavora al Green Woods. Il gestore del Green Woods prova a proporci di andare a DAMBULLA in bus privato o tuk tuk, ma noi abbiamo già deciso di proseguire con i bus locali perché abbiamo letto che sono frequenti e si viaggia tranquilli.
Giorno 3
Sveglia alle 7. Torna Raja speranzoso di convincerci ad andare con lui a Dambulla, ma decliniamo gentilmente.
Facciamo un’ottima colazione in hotel, paghiamo il conto e a piedi scendiamo sulla via principale dove cerchiamo un tuk tuk che ci porti alla stazione dei bus. Alle 9:15 siamo già sul bus in partenza per DAMBULLA, dove arriviamo alle 11:20.
DAMBULLA è per noi una fermata intermedia, quindi cerchiamo un posto dove lasciare gli zaini grandi mentre andiamo a visitare le grotte. Vediamo sul piazzale della stazione dei bus l’hotel Milano resthouse, andiamo a chiedere se possono tenerceli per un paio d’ore e sorridendo ci dicono che non ci sono problemi. Prendiamo da bere e qualcosa da mangiare al bar della resthouse e poi con un tuk tuk in 5 minuti siamo all’ingresso delle grotte.
Il Tempio d'oro di Dambulla (noto anche come Tempio delle grotte) è un patrimonio dell'umanità (1991) dello Sri Lanka. È il tempio di roccia meglio conservato dello Sri Lanka. Le torri di 160 metri sovrastano le pianure circostanti. Vi sono oltre 80 grotte riconosciute nel circondario. Le principali attrazioni sono sparse in 5 diverse grotte, e comprendono statue e pitture. Quasi tutte queste opere si riferiscono al Buddha ed alla sua vita. Vi sono un totale di 153 statue del Buddha, 3 di re dello Sri Lanka e 4 di altri dei o divinità.
La guida descrive il Tempio d’oro come un’opera dal sapore Disneyano e devo dire che rende benissimo l’idea.
Salire su alle grotte non è semplicissimo con Riccardo ed Emiliano e con il caldo dell’ora di punta, ma lo facciamo e ci divertiamo anche, accompagnati dalle tante scimmie che abitano sugli alberi del posto. Le grotte sono bellissime, Dambulla non andava assolutamente saltata.
Pian pianino, con l’euforia dovuta a tutte queste simpatiche scimmie che ci circondano, riscendiamo giù, torniamo in tuk tuk alla Milano resthouse, recuperiamo velocemente gli zaini (non vogliono soldi per averceli custoditi) e alle 14:30 parte il bus per Sigiriya. Il bigliettaio del bus mi chiede se ho bisogno di una guesthouse a Sigiriya, ma quando gli dico il nome del posto che ho già prenotato, lui ci fa scendere proprio davanti alla stradina che porta all’ANURA HOMESTAY.
ANURA HOMESTAY è un posto molto carino: una casettina a un piano con un paio di camere per gli ospiti, un patio molto accogliente e rilassante e tutto un giardinetto davanti con un paio di tavoli per mangiare; la stanza è bella, ben preparata, i bambini si ambientano subito e si divertono a giocare con i pesciolini nelle vasche all’ingresso del patio dell’hotel.
Sigiriya è un'antica cittadella costruita sulla cime di una roccia megalitica gigantesca che si erge per oltre 300 metri sopra il paesaggio circostante. E' considerata da alcuni l’ottava meraviglia del mondo,
Ci rendiamo conto che con i bambini è impensabile salire fin sopra al roccione di Sigiriya, così, su consiglio del padrone dell’Anura Homestay decidiamo di andare al PIDURANGALA CAVE & ROCK TEMPLE e lui gentilmente ci accompagna con il suo tuk tuk. Vorrebbe anche tornare a prenderci, ma gli diciamo che ci arrangeremo poi da soli.
La salita non è semplicissima, ma Riccardo ed Emiliano sono stati bravissimi, sono andati su per i gradini nella roccia senza lamentarsi e giocando a fare Tarzan e Cita.
Solo l’ultimo tratto è stato un po’ difficile perché bisognava arrampicarsi su dei roccioni.
Il panorama da li è spettacolare, eravamo di fronte al roccione di Sigiriya e abbiamo potuto ammirare tutta la vallata verde della zona circostante. Molto molto bello.
Scendiamo poco prima che il sole inizi a scomparire, con un tuk tuk rientriamo alla guesthouse, doccia e ottima cena sotto il patio. Notte un po’ burrascosa: c’è vento e il tetto in lamiera non fa che sbattere provocando dei rumori fortissimi.
Giorno 4
Colazione alle 8:00.
Oggi dobbiamo arrivare a POLONNARUWA, ma non c’è un bus diretto da qui, dobbiamo fare un cambio. Andiamo sulla via principale e ci fermiamo ad aspettare il bus davanti a un negozietto di generi alimentari. Non aspettiamo neppure una decina di minuti che arriva il primo bus, si ferma, ci chiede la nostra destinazione e ci fa salire.
Dal primo al secondo bus cambiamo fermata, ma anche qui non abbiamo aspettato più di una decina di minuti.
Gli autobus che passano sono moltissimi, hanno la destinazione finale scritta davanti; si viaggia senza problemi, corrono come pazzi, alcuni sono piuttosto malridotti, altri sono messi meglio, l’unica cosa che non manca a nessuno è l’impianto stereo con monitor e musica a tutto volume.
Alle 11:00 siamo a POLONNARUWA. Alla Fermata del bus ci sono i procacciatori di clienti per gli hotel, tra questi anche il titolare del LEESHA HOTEL, quello che abbiamo prenotato ieri sera. Ci indica un tuk tuk e in pochi minuti siamo nella nostra camera.
Il proprietario si prodiga subito in consigli e proposte; ci spiega che il safari al Missiriya National Park è meglio farlo di pomeriggio perché di mattina gli animali dormono. Vero o no decidiamo di dargli retta e ci affidiamo alla sua organizzazione: partenza ore 13:30 con jeep tutta per noi.
Poiché è mezzogiorno, decidiamo di andare a piedi nella zona centrale di questo posto in cerca di un ristorantino dove mangiare qualcosa. Fa un caldo insopportabile e i bambini sono insofferenti.
Arriviamo a un piccolo ristorante e decidiamo di fermarci per un piatto di noodles e una frittata, una delle poche cose che qui Riccardo ed Emiliano mangiano con gusto.
Mentre siamo seduti a mangiare si ferma un tipo col motorino che ci dice che, se siamo d’accordo, ha trovato due ragazze che si unirebbero al nostro safari e per noi il prezzo scenderebbe. Naturalmente ci va bene.
Finiamo di pranzare, con un tuk tuk rientriamo in hotel e subito partiamo per il Missiriya National Park.
Riccardo ed Emiliano si divertono moltissimo, non avevano mai fatto un safari quindi è una novità ed è molto divertente avere la jeep con il tetto che si apre e che ci permette di guardare gli animali che incontriamo.
Vediamo da vicino un gruppo di una decina di elefanti, tra cui due piccoli e una femmina incinta. Sono meravigliosi.
Poi alcuni bufali, uccelli, fenicotteri e le scimmie dal musetto nero.
Rientrando vediamo finalmente per strada un banchetto che vende i rambutan, i frutti che Riccardo aveva tanto amato in Thailandia. Chiediamo di fermarci e ne compriamo un po’.
Siamo in hotel intorno alle 18:45. Ceniamo qui, cibo ottimo. Il proprietario è gentile, carino, sempre molto discreto. Ci organizza anche il giro di domani mattina alla città antica di POLONNARUWA, andremo con il tuk tuk che oggi ci ha presi al bus e portati qui (e che né lui né noi avevamo pagato, proprio perché immaginava che sarebbe stato ricompensato con questo lavoro).
Fa caldissimo.
Giorno 5
Colazione alle 8:00. Pronti alle 8:30 per la nostra mattinata in giro per POLONNARUWA in tuk tuk.
Polonnaruwa fu sepolta dalla vegetazione ed è ritornata alla luce solo con le campagne di scavo nel Novecento. I resti dell'antica capitale sono sparsi su un territorio di circa otto km.
I resti delle antiche costruzioni che visitiamo sono molto belli, purtroppo fa davvero molto caldo e i bambini non hanno voglia di andare in giro. Per fortuna siamo in tuk tuk, non avrebbero camminato mai e poi mai.
Alle 12:00 siamo di rientro in hotel, ci prendiamo i bagagli e sempre in tuk tuk raggiungiamo la stazione dei bus, dove alle 13:10 partiamo in direzione di ANURADHAPURA. L’autobus è il peggiore visto fin’ora, è davvero ridotto male e un tratto di strada percorso è stato terribile, tutto buche e dossi, tanto che Emiliano, che si era addormentato appoggiato sulle mie gambe, si sveglia di botto e mi fa “Questo autobus si rompe tutto!”.
Arriviamo ad ANURADHAPURA intorno alle 16:30 e in tuk tuk andiamo al LIYANA HOTEL.
E’ molto carino, c’è un bel giardino e si sta molto bene.
Passiamo il resto della giornata in relax e ceniamo in hotel. Il proprietario ci propone un giro con la sua auto che eviterebbe l’ingresso ai siti antichi di ANURADHAPURA (con conseguente grosso risparmio dei biglietti di entrata), ma tra tante incertezze decidiamo di provare a fare il giro della città noleggiando le bici.
Giorno 6
Ci svegliamo con calma, poi con un tuk tuk raggiungiamo uno dei ticket office indicati dalla guida, acquistiamo i biglietti e aspettiamo che ci raggiunga il tipo che ci noleggerà le biciclette, chiamato dai procacciatori che sono fuori dalla biglietteria. Prendiamo 2 biciclette con i sedili dietro e intorno alle 11:00, sotto un caldo umido tremendo, iniziamo la nostra pedalata. Purtroppo le indicazioni non sono molto chiare, quindi facciamo un giretto, ma non arriviamo a visitare tutti i siti più importanti.
Verso le 14:30 riconsegniamo le bici e ci facciamo riportare in hotel.
Alle 17:00 usciamo e andiamo a piedi in un parco giochi non distante dall’hotel, accanto a un laghetto. Riccardo viene coinvolto a giocare a pallone con alcuni bambini del posto e poi si scatenano a giocare tra le varie giostre del parco ben tenuto.
Giorno 7
Oggi ci aspetta il lungo viaggio per NILAVELI.
Alle 9:00 siamo già alla stazione dove prendiamo il primo bus e facciamo un viaggio di 2 ore e 20. Scesi da questo raggiungiamo un’altra fermata poco distante e dopo una decina di minuti passa il bus diretto a TRINCOMALEE. Alle 12:30 siamo a TRINCO.
Alloggiamo al CRYSTAL BLUE HOTEL.
Andiamo a uno degli hotel lussuosi, dove pagando l’ingresso si può usare la piscina pur non essendo ospiti.
La spiaggia è stupenda, praticamente una distesa deserta di sabbia con alle spalle il verde delle palme e altre piante che coprono le poche strutture alberghiere della zona.
In questo tratto di spiaggia ci sono 2 grandi alberghi, uno degli anni 70, ma molto bello e ben tenuto e soprattutto ben integrato nel paesaggio, l’atro nuovo, moderno e troppo grande per i miei gusti.
Giorno 8
Colazione buona e abbondante.
Andiamo in spiaggia pronti per l’escursione a PIGEON ISLAND; incontriamo per caso una simpatica famiglia indiana e proviamo a organizzarci per andare insieme e dividere così le spese della barca, ma non ce lo permettono perché dicono che le barche non possono portare più di 7 persone e tutti insieme saremmo 9. Andiamo allora per conto nostro.
L’isola è piccola, molto bella, verdissima e con acque splendide, peccato che la zona dove si fermano tutti i turisti sia piena di sporcizia a terra. Riccardo ed Emiliano si divertono moltissimo a fare snorkeling e noi con loro. Vediamo moltissimi pesci, ci divertiamo molto. Rientriamo alle 14:00.
Andiamo nell’hotel nuovo, dove se fai una consumazione al bar puoi usare liberamente la piscina. Ci rilassiamo un po’ qui, poi quando fa meno caldo facciamo una passeggiata sulla spiaggia fino al Pigeon resort per vedere com’è lì il ristorante; ci dicono che questa sera ci sarà cena a buffet e i bambini non pagano.
Al ritorno casualmente incontriamo una famiglia di russi (moglie, marito e bimba di 4 anni) che vuole fare l’escursione per vedere i delfini, ma che come noi stava rinunciando perché troppo costosa. Così troviamo un accordo e decidiamo di andare domattina. Il ragazzo russo mi ringrazia perché sono riuscita anche a spuntare un prezzo più basso.
Giorno 9
Sveglia alle 5:00. Alle 5:30 siamo in spiaggia e puntualissimi partiamo in barca per l’escursione dei delfini.
Abbiamo visto i delfini ed è stata molto bello. Il viaggio in barca, soprattutto all’andata, non è stato semplice.
Alle 8:30 siamo di nuovo in hotel per la colazione. Giornata in spiaggia.
Per cena decidiamo di chiedere a uno dei tuk tuk di consigliarci un ristorante nei dintorni, ci porta in un posto semplice dove facciamo un’ottima cena.
Giorno 10
Intera giornata passata tra mare e piscina.
Oggi è il POYA DAY, giorno di luna piena e per i cingalesi è festa; la spiaggia si popola già dal mattino di gruppi di amici e di famiglie che vengono a trascorrere il giorno di festa al mare.
E’ bellissimo, passo il tempo a osservarli sulla spiaggia, in acqua e a fare selfie con i ragazzi che fanno la fila per fotografarsi con me o per fotografare Riccardo.
Giorno 11
Sveglia alle 7:30. Puntualissimo alle 8:00 arriva il tuk tuk con il quale ieri abbiamo preso accordi e che ci porta alla stazione di Trincomalee.
8:45 partenza bus per Kandy.
12:30 ci fermiamo ad ALUVITHARA (lasciamo gli zaini presso la bancarella di un venditore nei pressi del tempio); pensavo di trovare un tempio simile a Dambulla, invece troviamo un posto sporco e mal tenuto. Tra l’altro ci sorprende anche un bell’acquazzone.
Parlando con un signore del posto capiamo che non dobbiamo fermarci a MATALE per prendere il treno che va da Kandy e ELLA, ma dobbiamo andare a Kandy e prenotarlo stasera per domattina.
Allora torniamo alla fermata del bus e aspettiamo quello diretto a Kandy che arriva strapieno, così ci tocca fare un viaggio scomodissimo.
Sulla strada per Kandy piove, per fortuna quando scendiamo dal bus smette. Andiamo alla stazione dei treni e acquistiamo i biglietti per ELLA per domattina; è rimasta solo la terza classe prenotabile. Poi in tuk tuk torniamo al Greenwoods.
Alle 17:00 usciamo e a piedi arriviamo al Tempio del sacro dente. Purtroppo Alessandro ha i pantaloncini corti e quindi non lo fanno entrare, andiamo io e Riccardo.
Il tempio è molto bello e capitiamo nell’ora in cui i fedeli vanno a fare le offerte quindi è affollatissimo e abbiamo la possibilità di assistere a delle cerimonie molto belle.
Cena in hotel.
Giorno 12
Sveglia alle 6:30. Tuk tuk alle 7:30 prenotato tramite l’hotel, alle 8:15 siamo in stazione, il nostro treno è alle 8:45 e parte con un quarto d’ora di ritardo.
La sistemazione sul treno è comoda, siamo nella terza classe prenotabile che è comunque piena solo di turisti. I locali viaggiano sulla terza classe senza prenotazione e sicuramente sarebbe stato bello essere lì, ma rischiavamo di non avere posti a sedere e per un viaggio di oltre 6 ore con i bambini non era il caso.
Il panorama fuori è bellissimo, vale assolutamente la pena fare questo viaggio in treno. Le ore scorrono via tranquille, il viaggio non ci pesa affatto. Attraversiamo zone verdissime, enormi distese di piantagioni di tè e zone che non avremmo visto in bus.
Alle 15:20 arriviamo a ELLA.
Raggiungiamo a piedi la guesthouse ELLA TUNNEL CORNER INN, vicina alla stazione e immersa nella campagna. E’ un posto molto semplice, aperto da poco e quindi ancora non perfettamente funzionante, ma ci troviamo bene.
E’ proprietà di una coppia di insegnanti; lui dopo cena ci racconta un sacco di cose interessanti sullo Sri Lanka.
Dopo esserci sistemati andiamo al centro di questa cittadina molto turistica, cambiamo i soldi e decidiamo di andare a visitare una fabbrica del tè, la NEWBURGH GREEN TEA FACTORY. La visita, come descritto dalla guida, è molto frettolosa, ma è comunque interessante.
Cena nella guesthouse.
Giorno 13
Colazione in hotel.
In tuk tuk andiamo al ponte dai nove archi, un posto molto bello. Decidiamo di scendere fino ai binari, è una breve e poco difficile camminata su un viottolino immerso nella campagna. Arrivati sui binari camminiamo fino sopra al ponte.
Dopo la visita al ponte torniamo alla guesthouse a prendere i bagagli, dobbiamo raggiungere TANGALLA, località sul mare a sud. L’idea era di fermarci alle cascate che si incontrano lungo la strada, ma poi rinunciamo perché i bambini si sono addormentati e visto dalla strada il posto non ci sembra adatto per far fare loro il bagno. Pensavamo di dover cambiare bus e invece scopriamo per caso che questo va diretto a TANGALLE dove arriviamo intorno alle 15:30.
In stazione saliamo su un tuk tuk e chiedendiamo di portarci in hotel. La camera che mi mostrano è molto carina, si trova al 3° piano e ha un bellissimo terrazzino che affaccia sull’oceano. L’unico difetto è che stanno costruendo un altro pezzo di albergo e quindi c’è molto rumore. Quando dico che vorrei andare in un altro posto per questa ragione, il gestore mi dice che farà smettere i lavori a breve e li farà iniziare più tardi domattina. Mi sembra brutto dire che ce ne andiamo e così decidiamo di fermarci.
La strada che costeggia la spiaggia è piena di alberghetti di tutti i tipi e sembrano più o meno tutti deserti.
Il ragazzo del tuk tuk ci propone l’escursione alla riserva delle tartarughe di mare, accettiamo e quindi rimaniamo d’accordo che ci saremmo rivisti la sera alle 20:00.
Ci sistemiamo in camera e poi decidiamo di andare a mangiare in un piccolo ristorantino che Alessandro aveva notato mentre cercavamo l’hotel con la piscina.
Poco prima delle 20:00 il ragazzo con il tuk tuk di questo pomeriggio ci aspetta già sotto la guesthouse. Impieghiamo circa mezz’ora ad arrivare alla riserva TURTLE WATCH REWAKA, è già notte fonda. Ci sediamo ad aspettare pazientemente, qui funziona così: i guardiani della spiaggia passeggiano su e giù in cerca delle tartarughe che vengono a depositare le uova, se le vedono avvisano l’uomo all’ingresso della riserva che ci informa che possiamo acquistare il biglietto e andare con la guida.
Intorno alle 21:30 arriva l’ok, acquistiamo i biglietti e in un gruppo di una decina di persone andiamo in spiaggia. La guida ci spiega che non dobbiamo assolutamente usare flash o luci bianche, sono ammesse solo lampade a luce rossa, perché non spaventano le tartarughe.
Abbiamo la fortuna di vedere una grossa tartaruga tornare in mare, 2 piccoline appena uscite dalle uova che corrono velocemente verso l’acqua e infine una che sta deponendo le uova.
E’ stata un’esperienza bellissima, anche Riccardo ed Emiliano sono rimasti colpiti e gli è piaciuto moltissimo.
La spiaggia è appena un po’ illuminata dalla luna. E’ stato bellissimo vedere la tartaruga deporre le uova e poi iniziare il lungo e meticoloso lavoro di copertura della buca che richiede circa un’ora di tempo. Intorno alle 23:00 lasciamo la spiaggia.
Giorno 14
Intera giornata di mare e relax.
Al tramonto lunga passeggiata sulla spiaggia fino alla laguna e al porto dei pescatori.
Per cena ho provato a proporre di andare in un ristorante sulla spiaggia, ma Riccardo ed Emiliano non hanno voluto sentire ragioni: volevano tornare nel ristorante di ieri sera e così è stato.
Abbiamo passato un’altra splendida serata. Riccardo e il fratellino piccolo hanno giocato insieme tutto il tempo. Finché non è arrivata la splendida mamma! Con una dolcezza e un amore meravigliosi si è messa lì e pian piano ha fatto avvicinare Emiliano al gioco finché sono finiti a giocare per un sacco di tempo da soli! E tutto questo senza una sola parola, comunicando solo a gesti e a sorrisi, i suoi davvero meravigliosi.
Giorno 15
Dopo colazione ci facciamo portare da un tuk tuk alla stazione e prendiamo al volo il bus diretto a Galle dove arriviamo intorno alle 11:30.
In tuk tuk (dopo piccola deviazione per acquisto rambutan) andiamo nell’hotel Fort Fifty Inn che avevo scelto su booking, ma non prenotato. Si trova dentro il forte in una buona posizione.
Ci sistemiamo in una bella camera e usciamo.
Il forte è molto bello, ma il caldo è quasi opprimente. Dopo una passeggiata lungo le mura ci fermiamo a pranzare in un ristorantino molto carino. Poi proseguiamo la visita del forte. E’ un posto molto turistico, davvero diverso dalle cittadine incontrate fin’ora.
Ceniamo in hotel.
Giorno 16
Oggi lungo ed estenuante viaggio di avvicinamento all’aeroporto di Colombo.
Un primo bus comodo, con aria condizionata, assolutamente diverso da quelli usati fino ad ora, ci porta nella caotica e anche bruttina città di Colombo. Da qui prendiamo un altro bus perché abbiamo scelto di passare il resto della giornata in un hotel con piscina nei pressi dell’aeroporto. Questo bus ci mette una vita a partire perché cerca prima di tirar su più gente possibile.
Alla fine ci lascia davanti all’entrata delle partenze dell’aeroporto.
Cerchiamo un tuk tuk e per la prima volta mi arrabbio moltissimo perché l’autista non conosce l’hotel GREEN VIEW dove vogliamo andare e cerca in tutti i modi di convincermi ad andare da un’altra parte. Quando alla fine capisce dove si trova il posto, inizia a dirmi che è molto più distante dei 2-3 km che dico io, che sono 8-9 e quindi mi raddoppia il prezzo della corsa.
Dopo una lunga e faticosa attesa, ci porta nell’hotel scelto, a circa 3-4 km dall’aeroporto, ma insiste sul fatto che ne ha percorsi il doppio.
Gli do i soldi che mi ha chiesto, ma gli rispondo male.
Per fortuna qui troviamo una calorosa accoglienza.
Passiamo il pomeriggio in piscina, facciamo un’ottima cena in hotel e alle 21:00 andiamo in aeroporto.
La nostra splendida avventura è finita.



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