Venti pesos al mese.
Impossibile non notare che sull’aereo ci sono diversi uomini che viaggiano da soli.
Impossibile
non notare che le donne addette alla sicurezza, nell’aeroporto dell’Havana, hanno
come divisa una giacca, una minigonna cortissima e calze nere ricamate.
Questa Cuba mi ha strapazzata ben bene.
Mare da sogno, ristoranti invitanti, grandi resort all inclusive, gente che viaggia con le tasche più o meno piene di denaro e gente che deve trovare un modo per sopravvivere con uno stipendio di 15/20 pesos al mese.
Un uomo, chiacchierando con noi per la strada, ci ha mostrato un sacchetto di plastica con dentro dei tuberi, la cena per la famiglia; non si mangia carne con 20 pesos al mese.
Tassisti con cellulari iPhone e Samsung da varie centinaia di euro e gente che vive in case che sembrano essere state bombardate e stare su per miracolo, quel miracolo che fa sorridere i bambini inconsapevoli e la gente che sa di doversi accontentare.
Con 20 pesos al mese non hai scelta: la scuola è gratuita, la sanità anche, ma non mangi la carne, non hai una casa sicura e devi trovare un modo per sfuggire al peggio.
Può essere rubare la benzina dei mezzi dello stato per rivenderla al mercato nero, può essere il turista, può essere il sesso...
E io non posso giudicare tutto ciò.
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